REGALI DI NATALE: IL CENTENARIO CHE SALTO’ DALLA FINESTRA E SCOMPARVE

Oggi voglio parlarvi di un libro straordinario che assolutamente non può mancare nella lista dei regali di questo Natale. Intendo la lista “avere”, perchè di fronte a lavori come questo non si può, e non si deve, non essere egoisti. Godere di una buona lettura è, credo, il regalo più grande che possiamo fare a noi stessi, non solo per Natale.

Lo scrittore è Jonas Jonasson, un emerito sconosciuto, per quanto mi riguarda. In più è svedese. Fin qui già due punti a suo favore, il primo perchè gli sconosciuti m’incuriosiscono, il secondo perchè dopo la bella esperienza vissuta leggendo la trilogia di Stieg Larsson ho capito che gli svedesi hanno davvero tanto da raccontare.

E in effetti c’è davvero tanto da leggere in questo libro che ti si attacca addosso dalle prime pagine e non si stacca anche dopo averlo finito. Anzitutto è esilarante. Il protagonista, Allan Karlsson, non è solo il vecchietto che scappa dalla finestra della casa di riposo il giorno del suo centesimo compleanno e ruba una valigia ad un membro di un clan di malviventi. Allan Karlsson è stato anche un giovane esperto di esplosivi che dopo un breve passato in un istituto psichiatrico (solo perchè faceva esplodere ordigni nel giardino di casa causando l’aborto della vacca del vicino), e un’ esperienza di lavoro in una fabbrica di cannoni, ha avuto l’opportunità di girare il mondo e di conoscere molta gente, e non parliamo di gente comune.

Attraverso la vita di Allan Karlsson riviviamo la storia e più grandi avvenimenti del secolo scorso senza stupirci di scoprire che è stato il braccio destro del generale Franco, se ha contribuito alla costruzione della bomba nucleare a Los Alamos e cenato con Truman, Churchill, Stalin, Mao Tse Tung e tanti altri, utilizzando sveltezza, ingegno e un bel pò d’acquavite per cavarsela dalle situazioni più improbabili.

[…] Le più alte cariche militari passarono la primavera a discutere della questione con i più prestigiosi scienziati al mondo, capitanati dal capo e coordinatore Oppenheimer, mentre il compito di Allan era di servire loro caffè e dolcetti.
Strappandosi i capelli, gli scienziati chiedevano di continuo caffè, i militari si grattavano il mento e chiedevano altro caffè, ed entrambi borbottavano finendo col chiedere ancora caffè. E così settimana dopo settimana. Allan aveva trovato la soluzione da tempo, ma pensava che non fosse compito del cameriere suggerire al cuoco come cucinare, quindi si teneva la sua scoperta per sé.
Finchè un giorno con suo grande stupore non si udì dire:
“Scusate, ma perchè non dividete l’uranio in due parti uguali?”
Gli uscì mentre stava porgendo una tazza di caffè allo stesso Oppenheimer.
“Cosa?” chiese quest’ultimo, che più che ascoltare le parole di Allan era rimasto scioccato dal fatto che il cameriere si fosse permesso di aprire bocca.
Allan non ebbe altra possibilità che continuare:
“Si, se dividete l’uranio in due parti uguali e fate in modo di farle esplodere l’una contro l’altra sarete in grado di avere il controllo dell’esplosione.”
“Parti uguali?” chiese Oppenheimer mentre nella sua testa ronzavano mille altre considerazioni, che tuttavia si ridussero a quelle due parole.
“Mah, in effetti il signor professore ha ragione. Non è necessario che le parti siano grandi uguali, l’importante è che lo siano abbastanza quando si riuniscono.”
Il tenente Lewis, che aveva garantito per Allan nel ruolo di cameriere, aveva l’aria di volerlo uccidere all’istante, ma uno degli scienziati riflettendo ad alta voce replicò:
“Cosa intende dire con farle esplodere l’una contro l’altra? E quando? In aria?”
“Esattamente, signor fisico. O forse lei è chimico? Si? Non c’è nessun problema nel farle esplodere. Il punto è che si dovrebbe controllare il momento dell’esplosione. Ma una massa critica divisa in due diventa due masse subcritiche, no? E viceversa due masse subcritiche diventano una massa critica.”
“E come verrebbero fatte esplodere l’una contro l’altra, signor…Mi scusi, ma lei chi è?” chiese il capo degli scienziati Oppenheimer.
“Io sono Allan”
“Eh…signor Allan, come aveva pensato di procedere? continuò Oppenheimer.
“Con una normale, tradizionale carica esplosiva,” spiegò Allan. “Io me ne intendo, ma sono sicuro che ve la caverete anche da soli”.

Consiglio questo libro agli esperti di lettura, quelli che sgranocchiano libri come pop corn. Il motivo, a parte il numero considerevole di pagine, è un romanzo che deve essere preso come tale, senza stare ad insegnare niente a nessuno. Polemiche innumerevoli si sono sprecate inquanto considerato un libro eticamente scorretto.
Io credo che siano solo baggianate così come quelle che ci racconta il simpaticissimo Allan Karlsson.

Romanzo Bompiani, € 17.90.

Ringrazio mio padre per aver acquistato questo libro. Ringrazio mia sorella per averglielo fregato.

2 Comments Add yours

  1. Allo svedese, affiancherei il finlandese Arto Paasilinna, con “Lo smemorato di Tapiola” o un altro dei suoi romanzi…
    Mi sa che ci sono affinità…

    Ps. Il libro che suggerisci online si trova a 15,21…

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    1. annatì scrive:

      Ce li scambiamo come doni di Natale? C’incontriamo a Bari alla Feltrinelli😉

      Mi piace

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