BREVE STORIA DELLO SMALTO E DELLA DECORAZIONE UNGHIE: IL GRANDE SCHERMO E LA RIVOLUZIONE FEMMINILE

Abbiamo parlato recentemente dello smalto e della decorazione unghie nella storia antica e successivamente nelle primi anni del novecento. Oggi parliamo di tempi molto più recenti affrontando tre decadi molto importanti per la storia della moda, della cosmesi e dello smalto in particolare.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE, GLI ANNI ’40

Con la nascita del technicolor, le aziende cosmetiche iniziarono a puntare molto sul marketing di massa. L’incredibile aumento delle vendite, dello smalto per unghie in particolare, in tempi così difficili, stimolò la creatività delle case produttrici che perfezionarono le formule e ampliarono le gamme dei colori.


La donna degli anni quaranta sebbene costretta a fare lavori molto duri, in mancanza di uomini, non ha assolutamente rinunciato alla propria femminilità, anzi si è affermata socialmente provando la propria indipendenza in questo decennio molto più che in quelli successivi.
Gli anni quaranta sono anni di sperimentazione del look, la ricerca costante di una via di mezzo tra il confort e lo stile rimanendo donne in qualsiasi circostanza.

HOLLYWOOD E IL GRANDE SCHERMO, I FAVOLOSI ANNI ’50

Mentre il make up si evolveva in formule e colori, lo smalto preferito della donna degli anni cinquanta rimaneva il rosso in tutte le sue tonalità. L’ispirazione la trovavano sui megaschermi dei cinema e dei drive-in dove in quegli anni perversavano icone di stile come Marylin Monroe e Audrey Hepburn. Erano infatti le pellicole a dettare la moda di quegli anni, e quale colore avrebbe potuto risaltare di più?

(p.s. Secondo me è uva colorata di rosso...)

Labbra e unghie vermiglie erano il pass partout per la generazione del dopoguerra che vede una donna che ricomincia a vivere per intero la propria femminilità ritrovando glamour e scoprendo una nuova e inaspettata seduttività. Questa era senza dubbio dettata dall’incoraggiamento, da parte dell’intera società (e questo non ci piace per niente), a ritornare alle faccende domestiche e ad occuparsi della famiglia, visto che gli uomini erano ormai rientrati dal fronte.


Così di tempo ne rimaneva a sufficienza per dedicarsi al nuovo aspetto, alla cura del corpo e alla rivalutazione della biancheria intima e del corsetto che donò alle donne di questa meravigliosa decade quell’invidiatissimo vitino da vespa (come si può non ricordare la sensualissima Sophia Loren?)

GIOVANI RIBELLI, GLI ANNI ’60

Mentre negli anni cinquanta lo smalto rosso era il simbolo della moderna donna di casa e della moglie ubbidiente, nella decade successiva le donne cominciavano ad evadere a quelle regole sociali che le erano state imposte. Questo avveniva non appena varcata la soglia di casa. Milioni di ragazze scioglievano i capelli,  indossavano le innovatisime minigonne e camicette dai colori e dalle fantasie accese.


Di conseguenza il make up e lo smalto tornano ad essere sobri, naturalissimi, che passano quasi del tutto inosservati. Lo scopo era non destare sospetti nella vecchia generazione che la pensava in modo piuttosto antiquato.
Nel mondo della moda si è alla continua ricerca di nuovi tessuti e forme. Abbandonato il corsetto e non solo, la parola d’ordine diventa libertà. Tutto defluisce nella semplicità, dalle acconciature alle linee degli abiti.

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